Il Venezuela, Bitcoin e la differenza fra vivere e morire

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La situazione economica del Venezuela è ormai drammatica, con la popolazione ridotta allo stremo e la moneta locale, il Bolivar, che è da mesi in crisi totale a causa dell’iper inflazione e ad una riduzione quodiana del suo valore.  La crisi sta opprimendo la popolazione che è arrivata alla fame e che sperimenta quotidianamente una riduzione del potere di acquisto. Si è ormai giunti ad un  livello di lotta per la vita, in un luogo dove ormai anche la vita non ha più alcun valore e dove è divenuto pericoloso anche semplicemente uscire di casa con tassi di criminalità più alti al mondo.

L’economia del paese non è mai stata fra le più sviluppate al mondo, ma era riuscita a stabilizzarsi grazie alle ampie riserve petrolifere. Il crollo del costo del petrolio ha determinato l’avvio di questa crisi senza precedente con il risultato di una inflazione la quale potrebbe raggiungere il 1600%.

Bitcoin: la possibile salvezza del Venezuela

La situazione per quanto drammatica non è del tutto originale, in passato diverse volte in Sud America ma non solo, si sono sperimentati azzeramenti dei valori della valuta locale. In queste situazioni  la popolazione cercava rifugio nell’acquisto di oro, preziosi e naturalmente di valute estera, principalmente dollari americani.
Ma questa crisi venezuelana,  ha dei connotati differenti, e come in Zimbawe, la popolazione ha deciso di rifugiarsi nel mondo delle criptomonete, scegliendo  Bitcoin come asset di valore al riparo dall’inflazione e fuori dal controllo del governo e ovviamente virtualmente disponibile ovunque.
Una miscela perfetta di qualità utili per salvarsi la vita o almeno aumentare le possibilità di poter avere un piatto con il quale sfamare la famiglia nei prossimi mesi, quando i prezzi in bolivar raddoppiano di mese in mese.
Da un’indagine condotta da Surbitcoin.com è emerso che nel giro di pochi mesi, si parla di Agosto 2017 – Novembre 2017, si è avuto un incremento di utilizzatori di bitcoin da 450 a 85.000 nel solo Venezuela.

A differenza dei tanti dibatti mondiali in cui si discute dei se e de ma delle criptovalute, in Venezuela il bitcoin non è una scelta politica o ideologica, è la differenza fra vivere e morire, fra avere un domani o non averlo.
L’Inflazione ha distrutto un paese fra i più ricchi di petrolio al mondo e le blockchain sono l’ancora di salvezza per quei singoli che hanno lungimiranza, perchè salvarsi è sempre scelta individuale.

L’economia del paese nell’era dei bitcoin

L’acquisto di massa di bitcoin ha fatto si che questo si affermasse in pochi mesi come valuta accettata praticamente ovunque. Nella maggior parte dei negozi locali e per l’acquisto della maggior parte dei servizi è possibile pagare tranquillamente in bitcoin, sfruttando i siti di exchange online per gestire le transazioni Bolivar – Bitcoin.

Oltre agli acquisti locali, i bitcoin offrono alla popolazione anche il grande vantaggio di poter acquistare online prodotti che in Venezuela non sono reperibili e che quindi non potrebbero essere acquistati altrimenti. Sono tanti i prodotti che sono stati importanti nel paese, anche perchè le autorità locali vedono di buon occhio le transazioni effettuate con le monete virtuali.

Petro: la criptovaluta del Venezuela

La situazione economica del paese mette in crisi il governo del contestato presidente Nicolas Maduro che recentemente ha tirato fuori dal cilindro il coniglio dell’emissione di una criptovaluta di stato, il Petro, che non si comprende chi e perchè la dovrebbe utilizzare, ma tant’è.
In varie parti del mondo Bitcoin si sta affermando come riserva di valore preferita quando la valuta locale cade a picco sotto i colpi della svalutazione.

Una polizza assicurativa

In un mondo senza certezze e nell’era dell’ipercontrollo,  allocare una parte del proprio patrimonio in criptovalute è un polizza assicurativa nei confronti del futuro in qualsiasi scenario.


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