Come Sopravvivere ai prossimi Hard Fork di Bitcoin Gold e SegWit2x

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All’interno dell’ecosistema di Bitcoin convivono tanti interessi e realtà diverse fra cui miners, exchanges, sviluppatori, fornitori di software, aziende, semplici utenti, etc..).
Bitcoin è un progetto/software che deve essere in grado di affrontare le sfide che via via si pongono sopratutto in termini di scalabilità, sicurezza e costi complessivi dell’ecosistema.
Questa comunità dialoga in modo più o meno disordinato fra conferenze, gruppi di discussione, blog, post, etc. cercando di trovare delle soluzioni condivise sul quale implementare la prossima versione di Bitcoin.
In alcuni casi dei gruppi minoritari decidono di non adeguarsi alle decisioni maggioritarie e quindi dichiarano una scissione, ovvero che da un certo momento (da un certo  blocco in poi) i nodi scissionisti inizieranno a validare le transazioni seguendo delle regole differenti (oppure se è stato deciso un aggiornamento al quale non si vuole aderire, i nodi scissionisti paradossalmente potrebbero seguire le regole di sempre senza adeguarsi all’aggiornamento!) da quelle dei nodi di maggioranza.

I motivi di questa divisione possono essere molti, quasi sempre di natura economica o ideologica, ma ai fini della nostra guida cambia poco.

Come un serpente a due teste  quindi, da un certo blocco in poi i due gruppi rappresentati da un insieme di nodi sulla rete iniziano a comportarsi differentemente e da una blockchain comune si hanno due diramazioni questo è un Hard Fork.

Oggi il Bitcoin ha alcuni problemi:

– Il limiti di transazioni che riesce a gestire al minuto è insufficiente alle esigenze di scalabilità.
– Conseguentemente le fees sono divenute estremamente alte, tanto che l’idea di pagare un caffè con bitcoin ha ora poco senso costando la transazione più dello stesso caffè.
– Il tempo per vedere processate le transazioni si allunga da minuti ma anche ore o giorni (o mai) se non si è disposti a pagare fee abbastanza alte.
– La rete che dovrebbe essere fortemente decentralizzata è in realtà in mano a pochi grandi pool di minatori che hanno interesse nel loro guadagno prima che nell’interesse generale.
– Fornitori di hardware particolari hanno interesse nel mantenere (o altri fornitori concorrenti nel modificare) le modalità di mining.
– Il consumo di energia elettrica necessario per il mining come è impostato adesso è elevatissimo e sicuramente poco coerente con un mondo che va verso economie ecosostenibili.

Al momento i temi caldi che dividono gli sviluppatori sono:

– Lunghezza del Blocco. Che è per Bitcoin attualmente di 1MB.
– Segwit o senza Segwit. Il segwith è una tecnica che riduce le informazioni che vanno inserite nel blocco all’essenziale. In pratica consente a parità di blocco di inserire circa il doppio delle transazioni.
– Tipologia di algoritmo di mining. Bitcoin utilizza un sistema Proof of Work basato su Sha256 che sostanzialmente consente il mining solo con investimenti ingenti in macchine specializzate ed in contesti dove l’elettricità ha costi sovvenzionati o comunque estremamente contenuti.

Ciascun Hard Fork ha dato o darà vita ad una nuova versione di Bitcoin…  vediamo la situazione di quanti tipi di bitcoin rilevanti abbiamo in circolazione al momento:

Bitcoin
Nella versione attuale bitcoin ha un limite a 1MB della dimensione del blocco, utilizza Segwit (da agosto 2017)

Bitcoin Cash
Nato a Agosto 2017 ha alzato la dimensione del blocco a 8M, non utilizza Segwit.

Bitcoin Gold
Hard Fork in programma per il 25 Ottobre 2017.  Modifica l’algoritmo di mining, utilizzando Equihash invece di SHA256 consente il mining anche con CPU domestiche. Lo scopo è rendere il mining più decentralizzato.
Per ricevere i bitcoin gold bisogna (successivamente al fork) aprire il proprio wallet bitcoin, salvare le chiavi private degli indirizzi in cui abbiamo bitcoin (li dovevamo avere al momento del fork ovviamente).
Scaricare un wallet compatibile con bitcoin gold (verranno rilasciati dopo il 25 ottore) e recupereremo i bitcoin-gold generandoli dalle chiavi private copiate dal wallet bitcoin.
Avere bitcoin su exchange non garantirà che l’exchange si adopererà per consegnare l’equivalente di bitcoin gold, quindi è sempre meglio averli su un wallet di cui si ah il controllo delle chiavi private.

Fork SegWit2X
Il 23 Maggio 2017 a New York è stato raggiunto un accordo che fra i miner che stabiliva per Bitcoin l’implementazione prima di SegWit (che è avvenuta regolarmente ad agosto) e poi dopo 3 mesi l’aumento del blocco a 2MB.
Questo accordo, nella seconda parte relativa all’aumento del blocco, è fortemente contestato e se da una parte i miner lo avevano sottoscritto in maggioranza, la comunità degli sviluppatori e degli exchanges lo critica fortemente tanto che non è chiaro quale sarà l’esito di quella che può essere considerata una prova di forza.
Quello che doveva essere un aggiornamento pacifico di bitcoin sarà un hard fork, dove nascerà una nuova moneta.
Il problema è che SegWit2X è stato pensato per essere il <<vero>> bitcoin e al momento non è stata implementata una Replay Protection, questo sicuramente è un rischio rilevante, che ha allontanato ancora di più gli exchange dal supportarne l’implementazione.

A seguito del SegWit2X avremo quindi due Bitcoin che pretenderanno di essere il vero bitcoin, che chiameremo BT1 e BT2 per semplicità, ciascun possessore di bitcoin prima del fork avrà al momento del fork il doppio delle monete in valori equivalenti di BT1 e BT2.

Cosa è la Replay Protection?

BT1 e BT2 sono due blockchain dove le transazioni sono formalmente identiche, questo vuol dire che se su BT1 inserisco una transazione, questa sarà valida anche su BT2 e potrebbe essere sfruttata in modo fraudolento per avere un doppio pagamento.
Senza un sistema che non consente questa eventualità ci sono rischi elevati di perdere i propri bitcoin a fronte di doppi pagamenti indesiderati, errori di invio di BT1 invece che BT2 o viceversa. Ci sono anche rischi in ricezione, in quanto si potrebbe pensare di avere ricevuto BT1 invece che BT2 o viceversa.

Il nostro Wallet  non ci aiuterà!
Subito dopo il fork non sarà semplice capire se il proprio wallet di tipo light (quelli che non scaricano l’intera blockchain, come ethereum ad esempio) è collegato su un nodo che ha implementato SegWit2X oppure no, quindi rischiamo di inviare BT2 al posto di BT1 o viceversa.
Bisognerà capire la situazione ed eventualmente installare le versioni aggiornate se verranno rilasciate. E’ fondamentale avere le chiavi private al sicuro per qualsiasi esigenza.

Al momento la soluzione migliore è  astenersi da fare pagamenti (ma anche dal ricevere) bitcoin fino a quando la situazione post fork non sarà chiarita.

Al momento sembra che l’implementazione di BT2 (segwit2) finirà in minoranza almeno a giudicare dall’andamento del prezzo dei future sui BT1 e BT2 su fitfinex e in tale caso convenzionalmente BT1 come catena vincitrice sarà chiamata semplicemente bitcoin BTC che è il nome che di volta in volta si continua a dare alla testa delle varie diramazioni della blockchain che è più forte delle altre.


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