Tassazione in Italia delle Cryptovalute

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A seguito della  Risoluzione n. 72/E del 2016 dell’Agenzia delle Entrate
Possiamo affermare che il trattamento Fiscale delle transazioni in cryptovalute è  viene assimilato sostanzialmente al trattamento riservato alle valute estere.

Aziende:

Sul piano della tassazione diretta viene chiarito invece che i ricavi che derivano dall’attività di intermediazione nell’acquisto e vendita di bitcoin sono soggetti ad IRES ed IRAP, al netto dei relativi costi.

Privati:

Non c’è alcuna tassazione (neppure capital gain) in quanto non è rilevabile la finalità speculativa.
Molti professionisti indicano che la condizione viene soddisfatta rimanendo al di sotto di una soglia di € 51645,69 di controvalore.
Per chi dovesse superare la soglia, l’aliquota da pagare (sulla plusvalenza) è del 26%.

Il ragionamento è che secondo quanto stabilito dalla Legge (DPR 22-12-1986 n.917 art 67, comma 1 lett. c-ter e comma 1-ter), la tassazione delle plusvalenze realizzate a fronte di operazioni in valuta è dovuta solo a condizione che, nell’anno solare, la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui, utilizzando per il calcolo della giacenza il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento cioè 1° gennaio (circolare ministeriale n. 165 del 24.6.1998 ).


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